Sanità pubblica e appalti, la CGIL avvia la raccolta firme per due proposte di legge popolari
Venerdì 15 e sabato 16 maggio parte in tutta Italia la raccolta firme promossa dalla CGIL per sostenere due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate a due temi centrali per la vita delle persone: il diritto alla salute e la tutela del lavoro negli appalti.
Come SPI CGIL Bologna sosteniamo con convinzione questa mobilitazione, perché riguarda direttamente la qualità della vita delle persone anziane, delle pensionate e dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie e di tutte le cittadine e i cittadini che ogni giorno si confrontano con servizi pubblici sotto pressione, liste d’attesa, carenza di personale, esternalizzazioni e condizioni di lavoro sempre più difficili.
La raccolta firme prenderà il via con una grande mobilitazione democratica: sono previste oltre 1.300 assemblee in tutta Italia, con la partecipazione di più di 58.000 persone tra militanti, attivisti, rappresentanti sindacali, RSU, dirigenti, associazioni e reti civiche territoriali.
L’obiettivo è portare al Parlamento due proposte concrete per cambiare le politiche pubbliche su sanità e appalti, rimettendo al centro la Costituzione, il lavoro dignitoso, la sicurezza, la giustizia sociale e il diritto universale alla cura.
Una firma per difendere il Servizio Sanitario Nazionale
La prima proposta di legge riguarda il diritto alla salute e punta a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, rendendo effettivo quanto previsto dalla Costituzione e dalla legge istitutiva del SSN.
Per lo SPI CGIL Bologna questo punto è fondamentale. La sanità pubblica è un presidio essenziale di uguaglianza: quando si indebolisce, a pagare il prezzo più alto sono le persone più fragili, gli anziani, chi convive con patologie croniche, chi ha bisogno di assistenza continuativa e chi non può permettersi di rivolgersi al privato.
La proposta individua alcuni pilastri fondamentali: un finanziamento adeguato del fondo sanitario nazionale, personale sufficiente e valorizzato, superamento dei tetti di spesa, rafforzamento dell’assistenza territoriale, riduzione dei tempi di attesa e pieno riconoscimento del diritto alla cura per le persone non autosufficienti.
Il livello di finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, secondo la proposta, non dovrebbe essere inferiore al 7,5% del PIL. Una misura necessaria per garantire servizi pubblici accessibili, universali e omogenei in tutto il Paese.
Liste d’attesa, territorio e non autosufficienza: priorità per le persone anziane
Tra i punti centrali della proposta c’è il tema dei tempi di attesa, che oggi rappresentano una delle principali criticità per milioni di cittadini. Troppe persone sono costrette a rinviare cure, visite ed esami oppure a rivolgersi al privato, con un aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali.
Per le persone anziane questo problema è ancora più grave. Le cure non possono dipendere dal reddito, dalla zona in cui si vive o dalla possibilità di pagare prestazioni private. Rafforzare la sanità pubblica significa garantire presa in carico, continuità assistenziale, prevenzione e cure tempestive.
Un altro punto decisivo riguarda la non autosufficienza. La proposta sostiene la necessità di politiche pubbliche capaci di garantire assistenza domiciliare, servizi residenziali e semiresidenziali adeguati, copertura pubblica universale e uniforme, sostegno alle famiglie e qualità del lavoro di chi opera nel sistema della cura.
Come SPI CGIL Bologna ribadiamo che la salute delle persone anziane deve essere una priorità nazionale. Non può essere scaricata sulle famiglie, né affidata a soluzioni frammentate o diseguali.
Appalti: dignità, sicurezza e diritti nel lavoro
La seconda proposta di legge riguarda il sistema degli appalti, un ambito in cui troppo spesso si concentrano precarietà, bassi salari, scarsa sicurezza, frammentazione delle responsabilità e peggioramento delle condizioni di lavoro.
La CGIL chiede di introdurre principi più forti di equità, giustizia e sicurezza, per contrastare lo sfruttamento e garantire tutele reali a chi lavora.
Anche questo tema riguarda da vicino la qualità dei servizi pubblici e sociali. Quando il lavoro negli appalti è povero, fragile o poco tutelato, si indeboliscono anche i servizi rivolti alla cittadinanza. Per questo la battaglia per il lavoro dignitoso è inseparabile dalla battaglia per servizi pubblici più forti e più giusti.
Una mobilitazione democratica aperta al Paese
Il segretario confederale CGIL Pino Gesmundo ha definito questa iniziativa “un percorso democratico che risponde a una richiesta di partecipazione attiva nel Paese”.
La raccolta firme si inserisce infatti in una stagione di forte mobilitazione sociale, nella quale tante persone chiedono di poter incidere sulle scelte che riguardano il futuro della sanità, del lavoro, dei diritti e della democrazia.
L’obiettivo è superare ampiamente le 50.000 firme necessarie per la presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare e aprire nel Paese un confronto diffuso sul diritto alla salute e sul diritto a un lavoro sicuro, dignitoso e tutelato.
Sabato 16 maggio, in tutte le città, saranno presenti banchetti dove sarà possibile firmare. Sarà inoltre possibile sostenere la proposta sulla sanità anche online tramite SPID, CIE o CNS, accedendo alla piattaforma dedicata e cercando l’iniziativa “Sosteniamo il Servizio Sanitario Nazionale”.
Come SPI CGIL Bologna invitiamo tutte e tutti a firmare
Firmare significa sostenere una sanità pubblica più forte, vicina alle persone e capace di garantire cure tempestive e accessibili. Significa chiedere più personale, più investimenti, più assistenza territoriale, più attenzione alla non autosufficienza e meno disuguaglianze.
Firmare significa anche dire che il lavoro negli appalti deve essere sicuro, tutelato e rispettato.
Come SPI CGIL Bologna saremo parte di questa mobilitazione perché difendere la sanità pubblica e il lavoro dignitoso significa difendere il futuro di tutte e tutti.
Una firma può sembrare un gesto semplice. Ma quando diventa partecipazione collettiva, può aprire la strada a un Paese più giusto.
“Verso Casa”: a Castenaso la presentazione del progetto di ospitalità per lavoratori stranieri
Giovedì 14 maggio 2026, alle ore 17.30, nella Sala del Consiglio del Comune di Castenaso, in Piazza Bassi 1, sarà presentato il progetto “Verso Casa”, iniziativa dedicata all’ospitalità e al supporto abitativo per lavoratrici e lavoratori stranieri del territorio.
Il progetto è promosso dall’Opera Salesiana Castel De Britti con il sostegno di Caritas e Diocesi di Bologna e con il patrocinio del Comune di Castenaso. L’incontro pubblico rappresenterà un momento di confronto importante su un tema sempre più centrale per le comunità locali: il diritto all’abitare, l’inclusione sociale e le condizioni di vita delle persone che lavorano nel territorio.
L’iniziativa è stata presentata anche nel corso dell’incontro tra CGIL, CISL e UIL, insieme allo SPI CGIL, e l’Amministrazione comunale di Castenaso durante il confronto richiesto sul Bilancio previsionale 2026. Un passaggio che conferma l’attenzione delle organizzazioni sindacali verso le politiche sociali e abitative, soprattutto in relazione alle difficoltà che molti lavoratori stranieri incontrano nell’accesso a soluzioni abitative dignitose e sostenibili.
Per lo SPI CGIL Bologna il tema della casa continua a rappresentare una delle questioni sociali più urgenti. L’aumento dei costi degli affitti, la precarietà abitativa e la crescente difficoltà nel reperire alloggi accessibili rischiano infatti di aggravare le disuguaglianze e di compromettere i percorsi di integrazione e stabilità lavorativa.
Il progetto “Verso Casa” si inserisce in questo contesto, cercando di costruire risposte concrete attraverso una rete territoriale composta da istituzioni, realtà sociali e soggetti del terzo settore. L’obiettivo è favorire percorsi di accoglienza e accompagnamento capaci di sostenere le persone migranti non solo sul piano abitativo, ma anche sul versante sociale e relazionale.
L’incontro del 14 maggio sarà aperto alla cittadinanza e rappresenterà un’occasione per conoscere più da vicino il progetto, le sue finalità e le prospettive future per il territorio di Castenaso.

Finalmente! Da aprile l'INPS ha emesso online il modello ObisM (certificato di pensione) per il 2026
Cara iscritta e caro iscritto,
se vuoi farti stampare il tuo certificato di pensione (ObisM) per il 2026, visto che l'INPS non lo invia più da anni... vieni nella sede SPI CGIL più vicina a casa tua. Sarà anche l'occasione per controllarne la correttezza. La verifica è gratuita! Consiglia anche ad amici o parenti di far controllare la pensione, in diverse occasioni, abbiamo potuto richiedere all'INPS benefici o prestazioni aggiuntive che non erano mai state corrisposte.
Ti aspettiamo!!
#seaSPIrialmegliovienialloSPI
Denuncia della CGIL e dello SPI: il governo sulla non autosufficienza sta generando il caos
Il Governo Meloni, con il Decreto Legislativo n. 62/2024, sta provocando disagi molto pesanti nei confronti delle persone non autosufficienti, che rischiano di perdere dei diritti molto importanti. La carenza di commissioni INPS e di medici di medicina legale, i costi elevati dei certificati introduttivi, le difficoltà di alcuni medici di rilasciare il certificato, stanno determinando un drastico calo delle domande di invalidità civile, che, in alcuni casi, risultano dimezzate rispetto agli anni precedenti, perché, a causa di tutte queste difficoltà, le persone malate, anche gravemente, rinunciano a fare richiesta.
Forse era proprio questa la volontà del Governo: fare cassa, risparmiare sulla pelle di persone che sarebbero riconosciute non autosufficienti se non dovessero attraversare "un calvario" di difficoltà burocratiche.
Lo SPI CGIL si sta opponendo a questa politica ingiusta e sta lottando per ottenere un sistema che rispetti i diritti delle persone malate.
Vi terremo informati su questa vertenza nazionale.
#staiconnoidallapartegiusta
Ieri, 23 aprile, in piazza della Pace a Castel Maggiore per non dimenticare Adriana, vittima di un atroce femminicidio
La salute è un diritto: innovare per riconquistarlo
Il 30 aprile a Bologna un confronto pubblico promosso dallo SPI CGIL Emilia-Romagna
La salute come diritto universale, oggi più che mai sotto pressione, torna al centro del dibattito pubblico con l’iniziativa promossa dallo SPI CGIL Emilia-Romagna. Giovedì 30 aprile 2026, dalle ore 9.30 alle 13.00, il Cinema Teatro Galliera di Bologna ospiterà un’importante mattinata di confronto dal titolo “La salute è un diritto: innovare per riconquistarlo”.
L’appuntamento nasce con l’obiettivo di approfondire le criticità del sistema sanitario e discutere le possibili innovazioni necessarie per garantire a tutte e tutti un accesso equo e universale alle cure. In un contesto segnato da crescenti disuguaglianze, liste d’attesa e difficoltà di accesso ai servizi, il tema della sanità pubblica assume una centralità politica e sociale sempre più rilevante.
Ad aprire i lavori sarà Enzo Santolini, Segretario generale SPI CGIL Emilia-Romagna, che introdurrà i temi della giornata, sottolineando il ruolo del sindacato nella difesa del diritto alla salute e nella promozione di politiche pubbliche inclusive e sostenibili.
Seguirà una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di figure di primo piano del panorama politico, sindacale e associativo:
- Rosy Bindi, già Ministra della Sanità;
- Vasco Errani, dell’Associazione “G. Bissoni”;
- Massimo Bussandri, Segretario generale CGIL Emilia-Romagna;
- Stefano Cecconi, Segretario nazionale SPI CGIL.
Il dibattito sarà coordinato dalla giornalista del Corriere di Bologna, Alessandra Testa, che guiderà il confronto tra i relatori, favorendo un dialogo aperto sui nodi strutturali del sistema sanitario e sulle prospettive di riforma.
L’iniziativa rappresenta un’occasione importante per riflettere sul futuro della sanità pubblica e per rilanciare una visione che rimetta al centro le persone, i diritti e la qualità dei servizi. Lo SPI CGIL conferma così il proprio impegno nel promuovere momenti di confronto e partecipazione su temi fondamentali per la collettività.
Informazioni utili
Dove: Cinema Teatro Galliera - Via Giacomo Matteotti 27, Bologna
Quando: Giovedì 30 aprile 2026 - 9.30 – 13.00

Senza rossetto. 80 anni dal voto alle donne
Quest’anno ricorrono gli 80 anni dal voto che ha sancito la nascita della Repubblica italiana. Una data, quella del 2 giugno 1946, che racconta molto di più di un voto: il passaggio ufficiale dal fascismo alla democrazia, l’inizio del secondo dopoguerra, e soprattutto, la conquista del suffragio universale con il voto alle donne.
Una conquista però, che arriva da lontano e che ha alle spalle una lunga stagione di lotte iniziate cinquant’anni prima dalle pioniere del femminismo che per prime si sono battute per l’emancipazione delle donne in tutti gli ambiti della vita civile e politica. Nel mezzo la lunga parentesi del fascismo che ha cercato di occultare, senza spegnere del tutto, le rivendicazioni; la seconda guerra mondiale che ha visto il crollo del regime, la lotta partigiana che ha dato una grande accelerazione al ruolo attivo delle donne e, infine, la preparazione del referendum e la scelta di chi si sarebbe seduto all’assemblea costituente.
Una storia, questa, che può essere narrata con lo sguardo delle protagoniste, in primis le madri costituenti e anche di coloro che hanno preso parte al cambiamento ma sono meno conosciute dal grande pubblico: partigiane, sindacaliste, sindache, politiche locali bolognesi che hanno contribuito a rendere la nostra città, e l’Italia, un posto più attraversabile per le donne, cercando di conquistare nella vita di tutti i giorni quei diritti fondamentali che ancora oggi ci rendono cittadine e cittadini consapevoli.
Il progetto Senza rossetto si propone di raccontare questa storia a studenti e studentesse delle scuole superiori con l’obiettivo di richiamare alcuni capisaldi della storia del ‘900 del nostro paese ma anche di far accrescere la consapevolezza sui diritti acquisiti, sull’importanza di esercitarli e di mantenerli vivi senza darli per scontati. Le discipline coinvolte hanno spaziato dalla storia al diritto, fino all’educazione civica.
Alle classi partecipanti sono state proposte attività a partire da brevi lezioni frontali, arricchite dall’utilizzo di fonti documentarie dell’archivio Pedrelli (archivio della Camera del Lavoro di Bologna), materiali audiovisivi e interviste. Studenti e studentesse hanno inoltre avuto la possibilità di condurre interviste, attraverso la metodologia della storia orale, a esperti o testimoni indiretti del 2 giugno 1946 e di quel periodo storico. Le classi hanno poi lavorato sui contenuti per individuare le biografie di alcune protagoniste della lotta per il suffragio femminile, con l’obiettivo di trasformare questo materiale in una serie podcast di 8 puntate.

La restituzione finale e la presentazione del progetto avvengono nell’ambito del Festival internazionale della storia all’interno dell’iniziativa “Senza rossetto. Ottanta anni dalla conquista del voto delle donne”, in un momento pubblico di confronto e dialogo con la cittadinanza e con altre realtà del territorio. L’incontro del 22 aprile rappresenta un’occasione di condivisione del lavoro svolto da studenti e studentesse, arricchita dagli interventi di rappresentanti del mondo sindacale, istituzionale e studentesco, che valorizzano il percorso come esperienza collettiva di memoria e partecipazione attiva.
25 aprile 2026: le iniziative dello SPI CGIL Bologna per l’81° anniversario della Liberazione
Il 25 aprile è una data che continua a parlare al presente, perché richiama le radici antifasciste della nostra democrazia, il valore della partecipazione e il senso profondo della libertà conquistata. Per lo SPI CGIL Bologna, ricordare la Liberazione significa tenere insieme memoria e impegno, storia e attualità, consapevolezza del passato e responsabilità verso il futuro.
Nell’81° anniversario della Liberazione, Bologna e il territorio metropolitano ospitano un calendario ricco di appuntamenti: cerimonie pubbliche, incontri culturali, momenti musicali, iniziative nei luoghi della memoria e occasioni di comunità. In molte di queste esperienze torna anche un filo importante, che unisce Resistenza, diritti e cittadinanza: il protagonismo delle donne, la memoria delle partigiane, il valore della parola pubblica femminile e il significato degli 80 anni dal voto alle donne.
Di seguito alcune delle iniziative in programma nei territori.
Bologna – 21 e 25 aprile
A Bologna le celebrazioni si aprono martedì 21 aprile con una mattinata di forte valore simbolico. In Piazza Nettuno è previsto l’arrivo del corteo delle Brigate Partigiane bolognesi, insieme alla Brigata Friuli, alla Brigata Majella e all’Associazione Bersaglieri. Seguiranno il suono a festa della campana dell’Arengo, la deposizione di una corona in ricordo dei Gruppi di Combattimento dell’Esercito italiano e gli interventi istituzionali e pubblici. La mattinata prosegue con l’esibizione musicale della Banda di Crevalcore e con la deposizione di una corona a Porta Maggiore, in memoria dell’ingresso dei militari polacchi a Bologna il 21 aprile 1945.
Il 25 aprile il programma istituzionale riparte dal Chiostro della Basilica di Santo Stefano e da Piazza Nettuno, con l’alzabandiera, il picchetto militare d’onore e la deposizione di una corona al Sacrario dei Caduti Partigiani. A seguire sono previsti gli interventi del sindaco Matteo Lepore, della presidente di ANPI Bologna Anna Cocchi e del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale. La giornata prosegue con l’esibizione dei Modena City Ramblers e con un momento di memoria al Giardino di Villa Cassarini, dedicato alle vittime omosessuali nei campi di sterminio nazisti.
San Giorgio di Piano – 21 e 22 aprile
A San Giorgio di Piano le celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione si sviluppano in due momenti significativi, entrambi capaci di mettere al centro la memoria delle donne nella Resistenza e il legame profondo tra storia locale e coscienza civile.
Martedì 21 aprile, alle ore 10, con ritrovo presso la scuola dell’infanzia di via Grandi 9, la cittadinanza è invitata a partecipare alla deposizione delle corone in memoria di Aurora Battaglia e Cesarina Gruppioni. Aurora Battaglia, vittima a soli 9 anni della strage nazifascista del podere Dardi del 21 aprile 1945, è riconosciuta partigiana nella 2a brigata Paolo Garibaldi. Cesarina Gruppioni, attiva nel battaglione Tampellini della stessa brigata, fu riconosciuta patriota dall’1 dicembre 1944 fino alla Liberazione, oltre a essere in seguito attivista e militante ANPI. Un’iniziativa che restituisce volto e nome a due figure profondamente legate alla storia del territorio, ricordando come la Liberazione sia passata anche attraverso vicende personali, familiari e comunitarie spesso poco conosciute ma decisive.
Mercoledì 22 aprile, alle ore 21, nella Sala consiliare, è invece in programma l’incontro “Donne Resistenti” con la storica e docente Cinzia Venturoli, dedicato al ruolo delle donne nella lotta di Liberazione e alle figure femminili che hanno fatto la Resistenza. Un appuntamento che amplia lo sguardo dalla memoria locale a quella collettiva e che rafforza un messaggio importante: il 25 aprile non è soltanto una ricorrenza, ma una chiamata a custodire e trasmettere una storia di emancipazione, coraggio e partecipazione democratica.
Casalecchio di Reno – 23 aprile
Giovedì 23 aprile, alle ore 10.30, nella Sala del Consiglio del Comune di Casalecchio di Reno, si terrà “Scrivere la Resistenza”, iniziativa dedicata al 50° anniversario della morte di Renata Viganò. Sarà un’occasione per tornare su una delle figure più significative della letteratura resistenziale e della cultura democratica del nostro territorio. La mattinata prevede interventi istituzionali, contributi di studiose e studiosi, la presenza dei familiari di Renata Viganò e la lettura di brani tratti da L’Agnese va a morire a cura della classe 5G dell’ITCS Gaetano Salvemini. Seguirà la deposizione di fiori presso la tomba di Renata Viganò, al cimitero comunale di Casalecchio di Reno.
Alto Reno Terme, Castel di Casio e Gaggio Montano – 25 aprile
Nell’Appennino bolognese, i Comuni di Alto Reno Terme, Castel di Casio e Gaggio Montano propongono un 25 aprile diffuso nei luoghi della memoria. Fin dal mattino sono previste deposizioni di fiori e corone ai cippi e ai monumenti ai Caduti presenti nei tre territori comunali: da Suviana a Bombiana, da Badi a Silla, fino a Pietracolora, Castelluccio e Molinaccio. La giornata proseguirà poi a Porretta Terme con la messa, il ritrovo in Piazza Vittorio Veneto, il corteo, la posa delle corone e la celebrazione pubblica, accompagnata anche dal Corpo Bandistico Municipale “G. Verdi”. Un programma che restituisce bene il senso di una memoria che non resta ferma in un solo luogo, ma attraversa paesi, comunità e generazioni.
San Pietro in Casale e Reno Galliera – 24 e 25 aprile
A San Pietro in Casale, al Parco della Memoria e al Casone del Partigiano “Alfonsino Saccenti”, il programma del 24 e 25 aprile unisce antifascismo, partecipazione e socialità. Venerdì 24 aprile, alle 18.30, è in programma “Suoni resistenti”, presidio antifascista nato in seguito all’incendio doloso del capanno antistante il Casone del Partigiano, con libri e gruppi musicali in concerto.
Sabato 25 aprile, dalle ore 14, si prosegue con la Ciclata della Resistenza, le crescentine dei centri sociali del territorio, i canti del Coro delle mondine di Bentivoglio, uno spettacolo circense, i saluti istituzionali del presidente dell’Unione Reno Galliera e, a chiudere, il concerto di “Senza soglia”. Durante la manifestazione è prevista anche l’apertura di uno spazio con libri a tema e materiale divulgativo a cura dello SPI/CGIL.
Crevalcore – 25 aprile
A Crevalcore, dalle ore 15 al Parco Armando Sarti, l’appuntamento è con “La libertà in concerto”: un pomeriggio di musica, interventi, stand gastronomico e spazio dedicato ai più piccoli. È un’iniziativa che tiene insieme dimensione popolare e valore civile, e che richiama in modo esplicito anche gli 80 anni del voto alle donne. Un legame importante, perché la Liberazione non è soltanto la fine del nazifascismo: è anche l’inizio di una stagione nuova di cittadinanza, diritti e partecipazione democratica.
Monte Sole e Marzabotto – dal 18 aprile al 4 maggio
Monte Sole propone uno dei programmi più ampi e articolati del territorio, distribuito tra il 18 aprile e il 4 maggio. Il calendario comprende presentazioni di libri, inaugurazioni, fiaccolate, visite esperienziali lungo il sentiero del memoriale, azioni teatrali itineranti, concerti, mostre e attività per bambine e bambini.
Il cuore delle celebrazioni resta sabato 25 aprile, con le commemorazioni nei diversi comuni dell’area, la deposizione di corone al Sacrario ai Caduti a Marzabotto, gli interventi pubblici a San Martino di Monte Sole e un pomeriggio ricco di appuntamenti tra il Prato del Poggiolo, la Yurta “Irma Bandiera”, la Scuola di Pace e Casaglia. In programma ci sono concerti, momenti di riflessione con ANPI e realtà sociali, mostre dedicate alla Resistenza e alle donne resistenti, oltre a percorsi nel memoriale che tengono insieme storia, paesaggio e responsabilità civile.
Il 25 aprile, per lo SPI CGIL Bologna, continua a essere un giorno di partecipazione, coscienza e comunità. Non una data da archiviare, ma un patrimonio da rimettere in circolo, soprattutto tra le nuove generazioni. Essere presenti nelle piazze, nei centri sociali, nei parchi della memoria, nei teatri e nei luoghi simbolici della Resistenza significa fare una scelta precisa: custodire il passato per dare forza al presente.
Perché la Liberazione non appartiene solo alla storia. È una parola che continua a dirci, ancora oggi, da che parte stare.
Un Treno di Primavera: il 19 aprile 2026 una giornata di festa per famiglie e quartiere
Domenica 19 aprile 2026 Piazza Giovanni XXIII, nell’area del Treno della Barca nel quartiere Borgo Panigale-Reno, ospiterà “Un Treno di Primavera”, una grande festa di primavera pensata per le famiglie, con iniziative distribuite dalle 10 alle 20. Il programma annunciato prevede momenti di divertimento per grandi e piccoli, laboratori didattici e attività di animazione, dentro una giornata che vuole riportare al centro socialità, incontro e vita di comunità.
Come SPI CGIL Bologna, leggiamo questa iniziativa come un’occasione concreta per valorizzare il quartiere e rafforzare i legami tra generazioni. Eventi come questo hanno un significato che va oltre il semplice intrattenimento: costruiscono prossimità, rendono più vivo lo spazio pubblico e favoriscono la partecipazione di cittadini, famiglie, bambine, bambini, pensionate e pensionati. La primavera, in questo senso, diventa anche un’immagine di apertura, relazione e comunità.
La giornata del 19 aprile rappresenta quindi un appuntamento importante per chi vive Bologna e, in particolare, per chi frequenta e anima il territorio di Borgo Panigale-Reno. Il fatto che la festa sia pensata in modo inclusivo, con attività rivolte a pubblici diversi, la rende un momento capace di tenere insieme convivialità, presenza sul territorio e attenzione alle famiglie. È proprio in queste occasioni che un quartiere può riconoscersi, ritrovarsi e rafforzare il proprio senso di appartenenza.
Sul piano pratico, il volantino segnala anche alcune informazioni utili per raggiungere l’iniziativa: sono indicate le linee autobus 14, 36, 83, 92, 20 e 179, oltre a diverse aree di parcheggio vicine alla festa, tra cui via Buonarroti, via Raffaello Sanzio, via Tadolini, via Coriolano Vighi, via Grandi, via Di Vittorio, via Masaccio e via Buozzi.
Come SPI CGIL Bologna invitiamo cittadine e cittadini a segnare questa data in agenda e a vivere “Un Treno di Primavera” come una giornata aperta, partecipata e condivisa. In una fase in cui c’è bisogno di ricostruire relazioni, presidiare i luoghi della vita quotidiana e promuovere occasioni di incontro reale, iniziative di questo tipo rappresentano un valore per tutto il territorio.

A Bologna la presentazione di “Mimose”, il libro sulle memorie dal carcere di Anna Zucchini
Il prossimo 16 aprile 2026, dalle 9.30 alle 12.30, nella Sala Anziani di Palazzo D’Accursio, in Piazza Maggiore 6 a Bologna, si terrà un importante momento di riflessione pubblica dedicato alla storia delle donne, alla memoria democratica e al valore della testimonianza. Al centro dell’iniziativa ci sarà la presentazione del libro “Mimose. 8 Marzo 1955. Le memorie dal carcere di Anna Zucchini”, a cura di Eloisa Betti e Donatella Allegro.
Come SPI CGIL Bologna riteniamo che appuntamenti come questo siano preziosi perché tengono insieme memoria, impegno civile e coscienza collettiva. Raccontare oggi la vicenda di Anna Zucchini significa riportare al centro una storia che parla di diritti, partecipazione e libertà, ma anche interrogare il presente attraverso le parole e le esperienze di chi ha attraversato momenti difficili della nostra storia. In questo senso, la memoria non è mai semplice commemorazione: è uno strumento vivo per comprendere meglio il tempo in cui viviamo e per rafforzare una cultura democratica fondata sulla giustizia sociale, sulla dignità delle persone e sulla trasmissione dei valori tra generazioni.
L’incontro si inserisce nel percorso “La storia. Cambiamenti tra passato e futuro” e si aprirà con la proiezione del trailer del video “Paura non abbiamo”, elemento che contribuisce a dare ulteriore profondità a una mattinata pensata non solo come presentazione editoriale, ma come occasione di confronto pubblico e partecipato.
A discutere dei temi del libro saranno Eloisa Betti, storica UDI, Katia Graziosi, presidente UDI Bologna e figlia di Anna Zucchini, Bruna Rossetti, delegata Fiom Cgil Ducati Motor Bologna, Antonella Raspadori, segretaria generale SPI CGIL Bologna, e Chiara Stellato, rappresentante dell’Unione Universitari di Bologna. Nel corso del dibattito verranno inoltre letti alcuni brani da Donatella Allegro, attrice, speaker e regista. Le conclusioni saranno affidate a Claudia Carlino, della segreteria nazionale SPI CGIL, mentre a coordinare l’iniziativa sarà Nadia Bonora, della segreteria SPI CGIL Bologna.
Per noi dello SPI CGIL Bologna questo appuntamento rappresenta anche un modo concreto per costruire un dialogo tra generazioni e sensibilità diverse: il sindacato dei pensionati, il mondo dell’associazionismo femminile, le studentesse e gli studenti, il lavoro organizzato e la ricerca storica si incontrano in uno spazio comune, dove il passato non resta chiuso nei libri ma torna a interrogare il presente. È proprio da questo intreccio tra esperienze, saperi e percorsi di vita che può nascere una memoria capace di parlare ancora alle persone, soprattutto alle più giovani.
Invitiamo quindi cittadine e cittadini, iscritte e iscritti, studentesse e studenti, associazioni e realtà del territorio a partecipare a questa iniziativa. La storia di Anna Zucchini e il libro “Mimose” ci offrono infatti l’occasione per riflettere sul valore della libertà, sull’importanza della voce delle donne nella costruzione della democrazia e sul dovere, collettivo, di custodire e trasmettere le memorie che aiutano a leggere il presente e a immaginare il futuro.






































