Essere anziani a Bologna: incontro pubblico con il Sindaco Matteo Lepore

Giovedì 19 febbraio 2026, dalle ore 15.30 alle 17.30, alla Casa di Quartiere “Il Parco” nel Quartiere Borgo Panigale–Reno (Via Edgar Allan Poe, 4 – Bologna), si terrà un importante momento di confronto pubblico dal titolo “Essere anziani a Bologna”, promosso dallo SPI CGIL Bologna.

L’iniziativa rappresenta un’occasione concreta di dialogo tra cittadinanza e istituzioni, con la partecipazione del Sindaco di Bologna Matteo Lepore. Al centro dell’incontro ci saranno le condizioni di vita delle persone anziane in città, i servizi territoriali, la sanità, il welfare di prossimità, la sicurezza sociale e il ruolo dei quartieri come presìdi di comunità.

Come SPI CGIL Bologna riteniamo fondamentale costruire spazi pubblici di confronto sui temi dell’invecchiamento attivo, della tutela dei diritti e della qualità della vita delle pensionate e dei pensionati. Bologna è una città che invecchia, come molte realtà italiane, e per questo è necessario rafforzare politiche inclusive, servizi accessibili e reti sociali capaci di contrastare solitudine e fragilità.

L’incontro sarà un momento per porre domande, avanzare proposte e condividere bisogni concreti che emergono nei quartieri, a partire dal Borgo Panigale–Reno. La Casa di Quartiere “Il Parco” diventerà così uno spazio di partecipazione attiva, dove le persone anziane non sono semplici destinatarie di politiche pubbliche, ma protagoniste del dibattito cittadino.

Invitiamo pensionate, pensionati e cittadini interessati a partecipare numerosi per contribuire a costruire una Bologna più attenta, solidale e inclusiva verso chi ha lavorato una vita e continua a essere parte viva della comunità.



caro energia

Caro energia: come difendersi nella giungla delle tariffe

Il 18 febbraio a Bologna un incontro pubblico con SPI CGIL e Federconsumatori

Orientarsi tra offerte luce e gas è diventato sempre più complicato. Dopo la fine del mercato tutelato e il passaggio al mercato libero, migliaia di cittadini – in particolare pensionati e famiglie – si trovano a confrontarsi con una vera e propria giungla di proposte commerciali, clausole contrattuali, costi nascosti e tariffe poco trasparenti.

Per questo lo SPI CGIL Bologna, insieme a Federconsumatori Bologna APS, promuove un incontro pubblico dal titolo “Caro energia. Sopravvivere alla giungla dei prezzi”, in programma martedì 18 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso il Centro Polifunzionale “Il Pallone” (Via del Pallone, 8 – Bologna).

L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza.

Come orientarsi nella “babele” delle offerte

Negli ultimi anni il tema del caro energia ha inciso profondamente sui bilanci familiari. Bollette più alte, variazioni improvvise dei prezzi, modifiche unilaterali dei contratti e offerte apparentemente vantaggiose che si rivelano poco convenienti nel medio periodo hanno generato incertezza e preoccupazione.

Durante l’incontro si affronteranno in modo chiaro e concreto alcune questioni centrali:

  • come leggere correttamente una bolletta;

  • come distinguere tra prezzo fisso e variabile;

  • quali sono i costi realmente negoziabili;

  • quali strumenti di tutela esistono per i consumatori;

  • come evitare truffe o pratiche commerciali scorrette.

L’obiettivo è fornire strumenti utili per compiere scelte consapevoli e difendere il proprio potere d’acquisto.

L’intervento di Marinella Goldoni

Relatrice dell’incontro sarà Marinella Goldoni, Presidente di Federconsumatori Bologna APS, che guiderà i partecipanti in un’analisi approfondita delle dinamiche del mercato energetico e delle principali criticità che oggi i consumatori si trovano ad affrontare.

Sarà un momento di informazione ma anche di confronto, con spazio per domande e chiarimenti.

Difendere il diritto all’energia accessibile

Come SPI CGIL Bologna riteniamo che l’accesso all’energia a costi sostenibili sia un tema sociale prima ancora che economico. L’aumento delle tariffe colpisce in modo particolare pensionati e persone con redditi fissi, aggravando disuguaglianze già esistenti.

In un contesto caratterizzato da offerte sempre più complesse e da una forte asimmetria informativa tra aziende e cittadini, l’informazione diventa uno strumento di tutela collettiva.

Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare.


burattini

Burattini in azione: a Budrio un progetto intergenerazionale per custodire la tradizione

Prende il via a Budrio “Burattini in azione”, un progetto culturale e sociale promosso dallo SPI CGIL Bologna – Lega di Budrio, in collaborazione con il Coordinamento Donne SPI Bologna, con il patrocinio del Comune di Budrio. L’iniziativa si svolge presso la Sala S della Biblioteca Comunale Augusto Majani, in via Garibaldi 39, e si inserisce in un percorso di valorizzazione della memoria, della manualità e della trasmissione dei saperi tra generazioni.

Il progetto nasce dall’impegno di un gruppo di volontarie che, attraverso incontri mensili dedicati alla costruzione dei burattini, coinvolgono gli alunni delle scuole locali. Un’attività che va oltre il semplice laboratorio creativo e diventa occasione di incontro, scambio e relazione tra persone di età diverse, con l’obiettivo di far perdurare una tradizione popolare profondamente radicata nel territorio.

I burattini rappresentano infatti un patrimonio culturale che unisce artigianato, narrazione e comunità. Attraverso la loro costruzione manuale, bambine e bambini entrano in contatto con un sapere antico, mentre le volontarie mettono a disposizione tempo, competenze ed esperienza, contribuendo a rafforzare il legame sociale e il senso di appartenenza.

Gli incontri di “Burattini in azione” si svolgeranno secondo il seguente calendario:

  • 28 gennaio

  • 18 febbraio

  • 18 marzo

  • 15 aprile

Tutti gli appuntamenti avranno luogo presso la Biblioteca Comunale A. Majani di Budrio e rappresentano un’occasione aperta e inclusiva per valorizzare il ruolo attivo delle persone anziane nella vita culturale e sociale della comunità, in linea con l’impegno dello SPI CGIL Bologna per l’invecchiamento attivo e la partecipazione.


corso digitale san lazzaro

Rendiamo semplice il digitale: a San Lazzaro un corso gratuito sull’uso dello smartphone

Lo SPI CGIL di San Lazzaro di Savena, in collaborazione con Federconsumatori Bologna, promuove un corso gratuito di formazione digitale di base dedicato all’utilizzo dello smartphone e dei principali servizi digitali. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere più semplice e consapevole l’accesso alle tecnologie digitali, offrendo strumenti concreti per orientarsi tra applicazioni, servizi online e tutele contro i rischi della rete.

Il corso, intitolato “Rendiamo semplice il digitale – ABC dello smartphone”, è pensato per chi desidera acquisire maggiore autonomia nell’uso del telefono cellulare e dei servizi digitali ormai indispensabili nella vita quotidiana, dalla comunicazione online ai rapporti con la pubblica amministrazione.

Il percorso formativo è articolato in quattro incontri settimanali, della durata di 90 minuti ciascuno, che si svolgeranno nelle seguenti date:

  • martedì 17 febbraio 2026

  • martedì 24 febbraio 2026

  • martedì 3 marzo 2026

  • martedì 10 marzo 2026

Gli incontri si terranno dalle 14.30 alle 16.00 presso la sala dello SPI – Lega di San Lazzaro di Savena, in via Emilia Levante 249/B.

Ogni lezione prevede una prima parte di spiegazione teorica seguita da un momento pratico, durante il quale le partecipanti e i partecipanti potranno mettere subito in pratica quanto appreso, con il supporto diretto dei tutor di Federconsumatori. Il programma affronta temi fondamentali come l’uso dello smartphone e la navigazione in Internet in sicurezza, la protezione dei dati personali, l’utilizzo delle email e dei sistemi di messaggistica, con cenni sull’home banking. Ampio spazio sarà dedicato anche all’uso dello SPID e della Carta d’Identità Elettronica, ai servizi digitali collegati – come il Fascicolo Sanitario Elettronico e l’INPS – e all’app IO e al portafoglio digitale, con un’attenzione particolare alla prevenzione delle truffe online.

Il corso è gratuito e, per garantire un accompagnamento efficace, è previsto un numero massimo di 8 partecipanti. In caso di richieste superiori, l’iniziativa potrà essere replicata in altre date per rispondere alle adesioni pervenute.

Per iscriversi è possibile contattare lo SPI CGIL di San Lazzaro al numero 345 8521080 oppure scrivere agli indirizzi email spi.sanlazzaro@er.cgil.it o bo.info@federconsumatori.emr.it.
L’iniziativa rientra nei percorsi sulle competenze digitali finanziati dal Fondo MIMIT 2024 per i consumatori.


giorno della memoria

Giorno della Memoria 2026 a Bentivoglio: omaggio a Edith Bruck, scrittrice e testimone della Shoah

In occasione del Giorno della Memoria 2026, lo SPI CGIL Bologna – Lega di Bentivoglio promuove e sostiene un’iniziativa pubblica dedicata alla memoria della Shoah e alla testimonianza di Edith Bruck, scrittrice, poetessa e sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti.

L’appuntamento è per martedì 27 gennaio 2026 alle ore 20.30, presso il Centro culturale tE:Ze di Bentivoglio, in via Berlinguer 7. Un momento di riflessione collettiva aperto alla cittadinanza, pensato per mantenere viva la memoria storica e trasmettere alle nuove generazioni il valore della testimonianza diretta.

La serata si aprirà con i saluti istituzionali della Sindaca di Bentivoglio, Alice Vecchi, insieme ai promotori dell’iniziativa. A seguire, l’intervento “Chi è Edith Bruck”, a cura di Fabrizio Sarti, offrirà un inquadramento della figura e del percorso umano e letterario della scrittrice, una delle voci più autorevoli nel racconto della deportazione e della sopravvivenza.

Nel corso dell’incontro sarà proiettata anche una video-intervista realizzata da Fanpage a Edith Bruck, che permetterà al pubblico di ascoltare direttamente le parole e le riflessioni di una testimone fondamentale del Novecento. Un contributo prezioso per comprendere, attraverso il racconto personale, l’orrore della Shoah e l’urgenza di non dimenticare.

La serata sarà arricchita da letture di poesie e testi a cura di Donatella Allegro, che accompagneranno il pubblico in un percorso emotivo e narrativo legato alla memoria, alla sofferenza e alla resistenza. Un ulteriore approfondimento sarà dedicato alla storia del campo di Fossoli, luogo simbolo della deportazione in Italia, con l’intervento di Maria Cleofe Filippi, Vicepresidente della Fondazione Fossoli, intitolato “Il campo di Fossoli, una storia da ricordare”.

I commenti musicali dell’Associazione Il Temporale contribuiranno a scandire i diversi momenti della serata, creando un dialogo tra parola, musica e memoria. La regia dell’evento è affidata a Donatella Allegro.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con ANPI Bentivoglio, SPI CGIL Bologna – Lega Bentivoglio, Il Mulino APS e l’Associazione culturale Il Temporale. Per lo SPI CGIL Bologna, il Giorno della Memoria rappresenta un appuntamento imprescindibile per ribadire l’impegno antifascista, la difesa dei valori democratici e la necessità di contrastare ogni forma di odio, discriminazione e negazionismo.

Ricordare Edith Bruck significa riaffermare il valore della testimonianza come strumento di consapevolezza civile e responsabilità collettiva.


Perché votare NO al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura

Una scelta che riguarda i diritti delle persone e la tenuta della democrazia

Nei prossimi mesi cittadine e cittadini saranno chiamati a esprimersi su una legge costituzionale che modifica in modo significativo l’ordinamento della magistratura e introduce una nuova Corte disciplinare. Come SPI CGIL Bologna riteniamo fondamentale che questa scelta avvenga in modo consapevole, perché non si tratta di una riforma tecnica o settoriale, ma di un intervento che incide sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sulle garanzie costituzionali che tutelano i diritti di tutte e tutti.

Per queste ragioni sosteniamo convintamente il NO.


L’indipendenza della magistratura è una garanzia per i cittadini

L’autonomia e l’indipendenza della magistratura non sono un privilegio riservato ai magistrati, ma una garanzia essenziale per i cittadini, in particolare per chi è più esposto a disuguaglianze sociali, economiche e generazionali. Una giustizia realmente indipendente è uno strumento di tutela per chi ha meno forza contrattuale, meno risorse e meno possibilità di difendersi.

Indebolire l’autonomia della magistratura significa rendere più fragili proprio quelle persone che più spesso si rivolgono alla giustizia per far valere diritti negati, subiti o compressi.


Il Consiglio Superiore della Magistratura al centro della riforma

Uno degli elementi più critici della riforma riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo costituzionale chiamato a garantire l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati. La riforma ne prevede la frammentazione e introduce il sorteggio dei membri togati, presentandolo come soluzione al problema del correntismo.

Secondo lo SPI CGIL Bologna, questa scelta non rafforza il sistema di garanzia, ma lo rende più debole. Un organo di autogoverno costruito sul caso rischia di essere meno competente e meno autorevole, mentre il coinvolgimento diretto della maggioranza parlamentare nella scelta dei membri laici aumenta il rischio di interferenze politiche su un ambito che dovrebbe restare autonomo.


Separazione delle carriere: una risposta sbagliata ai problemi della giustizia

La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri viene proposta come una riforma capace di migliorare il funzionamento della giustizia. In realtà, essa non affronta le vere criticità del sistema: carenze di personale, arretrati, tempi lunghi dei procedimenti, insufficienza di investimenti in strutture e innovazione.

Separare le carriere rischia invece di produrre un pubblico ministero più isolato e un sistema di autogoverno più fragile. L’esperienza di altri Paesi mostra che, in questi modelli, il pubblico ministero tende spesso a dipendere dall’esecutivo. Un’evoluzione che può compromettere l’imparzialità dell’azione penale e incidere negativamente sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.


Una nuova Alta Corte disciplinare con meno garanzie

La riforma introduce una Alta Corte disciplinare composta anche da membri non magistrati e senza il controllo finale della Corte di Cassazione. Questo assetto solleva forti preoccupazioni perché può rendere il sistema disciplinare più permeabile a pressioni esterne.

Il rischio è che il procedimento disciplinare diventi uno strumento di condizionamento dell’attività giudiziaria, soprattutto nei casi più delicati. Un sistema di questo tipo può produrre effetti negativi sulla libertà di giudizio e, di conseguenza, sulla tutela dei diritti dei cittadini.


Cosa manca davvero: una riforma per una giustizia più giusta

Questa riforma non affronta ciò che renderebbe la giustizia più efficiente e accessibile: non interviene sugli organici, non rafforza il personale amministrativo, non investe in modo strutturale sull’organizzazione degli uffici e sulla digitalizzazione.

Come SPI CGIL Bologna riteniamo che una giustizia giusta e tempestiva si costruisca con politiche pubbliche serie, investimenti adeguati e attenzione alle persone, non con una revisione costituzionale che rischia di alterare l’equilibrio democratico e di ridurre le garanzie per i cittadini.


Una scelta che riguarda il futuro della democrazia

Il Comitato “Società civile per il NO”, di cui la CGIL fa parte, ha avviato una campagna di informazione e partecipazione con lo slogan “Vota NO per difendere giustizia, Costituzione, democrazia”. È una battaglia che riguarda tutte e tutti, perché l’indebolimento della magistratura si traduce in un indebolimento dei diritti e delle tutele democratiche.

Per questo è importante informarsi, discutere e partecipare, affinché il voto sia il frutto di una scelta consapevole.


Essere anziani a Bologna: incontro pubblico con il sindaco Matteo Lepore nel quartiere Porto-Saragozza

Quali sono oggi le condizioni di vita delle persone anziane a Bologna? Quali politiche servono per garantire diritti, servizi, autonomia e qualità della vita in una città che cambia? A queste domande prova a dare risposta l’incontro pubblico “Essere anziani a Bologna”, promosso dallo SPI CGIL Bologna, in programma mercoledì 21 gennaio 2026, dalle 15.30 alle 17.30, nel quartiere Porto-Saragozza.

L’iniziativa si svolgerà presso la Casa di Quartiere “Giorgio Costa”, in via Azzo Gardino 48, e vedrà la partecipazione del sindaco di Bologna Matteo Lepore, chiamato a confrontarsi direttamente con cittadine e cittadini su temi che riguardano una parte sempre più ampia della popolazione.

L’invecchiamento della popolazione è una delle grandi sfide sociali del nostro tempo. A Bologna, come in molte città italiane, cresce il numero delle persone anziane, con bisogni diversi e sempre più complessi: dalla sanità territoriale alla non autosufficienza, dall’accesso ai servizi sociali alla mobilità, dal diritto alla casa alla solitudine e all’isolamento sociale. Per lo SPI CGIL Bologna è fondamentale che queste questioni entrino stabilmente nell’agenda politica e amministrativa, attraverso un confronto pubblico e trasparente.

L’incontro rappresenta un’occasione concreta di dialogo tra istituzioni e cittadinanza, per discutere delle politiche comunali rivolte agli anziani, valutare ciò che è stato fatto e capire quali interventi siano necessari per il futuro. Al centro del confronto ci saranno il ruolo dei quartieri, la rete dei servizi di prossimità, il sostegno alle persone fragili e il valore della partecipazione attiva delle persone anziane nella vita della città.

Lo SPI CGIL Bologna considera questi momenti di confronto essenziali per costruire politiche inclusive e realmente rispondenti ai bisogni delle persone. “Essere anziani a Bologna” non è solo il titolo di un incontro, ma una domanda aperta sul modello di città che vogliamo: una città che non lasci indietro nessuno e che riconosca il contributo sociale, culturale e civile delle generazioni più anziane.

La partecipazione è aperta a tutte e tutti.


pace nettuno manifestazione

Scendiamo in piazza per la pace e per i diritti

No a nuovi imperialismi, dittature e autocrazie

Sabato 17 gennaio, a partire dalle ore 11, Piazza del Nettuno a Bologna sarà il luogo di una mobilitazione pubblica per la pace, per i diritti e contro la corsa al riarmo. Un’iniziativa che nasce dall’urgenza di reagire a uno scenario internazionale sempre più segnato da guerre, violenze, repressioni e nuove forme di imperialismo.

In un mondo attraversato da conflitti armati, dall’uso della forza come strumento di dominio e da una crescente negazione del diritto internazionale, scendere in piazza significa riaffermare un principio semplice ma radicale: tutto serve al mondo, tranne nuove guerre e l’escalation militare. Le popolazioni pagano il prezzo più alto delle scelte di potenza, mentre diritti, libertà e giustizia sociale vengono sacrificati in nome di interessi economici e geopolitici.

La mobilitazione del 17 gennaio si inserisce in questo contesto, dando voce a chi rifiuta la logica della guerra permanente e dell’autoritarismo. Dire no ai nuovi imperialismi significa difendere l’autodeterminazione dei popoli, contrastare le dittature e le autocrazie, sostenere i diritti umani ovunque vengano calpestati. Significa anche opporsi alla normalizzazione della guerra come destino inevitabile e rivendicare un futuro fondato sulla pace, sulla cooperazione e sul disarmo.

Come SPI CGIL Bologna, riteniamo fondamentale riportare al centro del dibattito pubblico il valore della pace come bene comune e indivisibile dai diritti civili e sociali. La sicurezza non si costruisce con le armi, ma con politiche di giustizia sociale, solidarietà, inclusione e rispetto del diritto internazionale. La piazza diventa quindi uno spazio di partecipazione democratica, di presa di parola collettiva, di responsabilità civile.

L’appuntamento è aperto a tutte e tutti: associazioni, organizzazioni sociali, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini che non accettano un mondo governato dalla violenza e dalla sopraffazione. Scendere in piazza è un atto necessario per ribadire che la pace e i diritti non sono negoziabili.

17 gennaio, ore 11 – Piazza del Nettuno, Bologna.
Scendiamo in piazza per la pace e per i diritti


Strage del Salvemini, memoria e cittadinanza: grande partecipazione all’iniziativa per il 35° anniversario

Si è svolta mercoledì 10 dicembre 2025, al Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno, l’iniziativa promossa in occasione del 35° anniversario della Strage del Salvemini, un appuntamento sentito e partecipato che ha visto al centro il valore della memoria e il coinvolgimento delle nuove generazioni.

La mattinata, organizzata con il contributo dello SPI CGIL Bologna e in collaborazione con il Comune di Casalecchio di Reno, ha rappresentato un momento importante di riflessione collettiva, capace di unire il ricordo delle vittime a un lavoro educativo rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori del territorio.

Cuore dell’iniziativa è stata la premiazione del concorso che ha coinvolto le classi seconde degli Istituti Salvemini, Veronelli e Da Vinci. Il tema proposto, “La cittadinanza”, ha stimolato una riflessione profonda su diritti, responsabilità, partecipazione e convivenza democratica, dimostrando come la memoria storica possa essere uno strumento vivo, capace di parlare al presente.

Alla cerimonia sono intervenuti il sindaco di Casalecchio di Reno Matteo Ruggeri, il presidente dell’Associazione Vittime del Salvemini Roberto Alutto, il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli e il segretario generale della FLC CGIL Bologna Gabriele Caforio. I loro contributi hanno ribadito l’importanza di continuare a trasmettere la memoria alle nuove generazioni, contrastando ogni forma di rimozione o indifferenza.

Per lo SPI CGIL Bologna, iniziative come questa rappresentano un impegno concreto nel tenere insieme memoria, scuola e cittadinanza attiva, valorizzando il ruolo educativo della comunità e delle istituzioni. Le immagini dell’iniziativa restituiscono il clima di attenzione e partecipazione che ha accompagnato tutta la mattinata, testimoniando un lavoro condiviso che guarda al futuro senza dimenticare il passato.


lepore anziani

Essere anziani a Bologna: incontro pubblico con il Sindaco Matteo Lepore al Quartiere Navile

Invecchiare a Bologna oggi significa confrontarsi ogni giorno con questioni concrete che riguardano la qualità della vita, l’accesso ai servizi, la sanità pubblica, la mobilità, il welfare di prossimità e il contrasto alle disuguaglianze sociali. Per questo lo SPI CGIL Bologna promuove un momento pubblico di confronto e partecipazione dedicato alle persone anziane, alle pensionate e ai pensionati, ma anche a tutta la cittadinanza interessata al futuro della città.

Giovedì 18 dicembre 2025, dalle 15.30 alle 17.30, presso la Casa del Popolo di Corticella – Sala Alpi (via Bentini 20), nel Quartiere Navile, si terrà l’incontro pubblico “Essere anziani a Bologna”, con la partecipazione del Sindaco Matteo Lepore.

L’iniziativa nasce dalla volontà dello SPI CGIL Bologna di aprire uno spazio di dialogo diretto con l’amministrazione comunale sui temi che toccano più da vicino la popolazione anziana: il diritto alla salute, i servizi sociosanitari e assistenziali, la non autosufficienza, l’abitare, il costo della vita, la sicurezza e la solitudine, ma anche la partecipazione attiva alla vita sociale e democratica della città.

Bologna è una città che invecchia e che deve saper rispondere a questa trasformazione con politiche pubbliche adeguate, inclusive e universalistiche. Parlare di anziani significa parlare di sanità territoriale, di servizi sociali accessibili, di trasporti, di spazi di comunità e di welfare di prossimità. Significa anche contrastare l’isolamento e valorizzare il ruolo delle persone anziane come parte viva e attiva della società.

L’incontro con il Sindaco rappresenta quindi un’occasione importante per portare istanze, bisogni e proposte direttamente al centro del confronto politico e istituzionale, rafforzando il legame tra cittadinanza, sindacato e amministrazione locale.

Lo SPI CGIL Bologna invita tutte le pensionate e i pensionati, le persone anziane e chiunque sia interessato a partecipare a questo momento di ascolto e confronto, perché costruire una città più giusta e solidale passa anche dal modo in cui si sceglie di tutelare e valorizzare chi ha lavorato una vita.