La discussione sulla previdenza in vista della Legge di Bilancio 2026 è entrata nel vivo. Tra le ipotesi più controverse c’è la possibilità di utilizzare il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) come rendita supplementare per permettere l’uscita anticipata dal lavoro già a 64 anni, a patto di avere almeno 25 anni di contributi e un assegno mensile pari a tre volte l’assegno sociale (circa 1 616 €).
Dettagli della proposta governativa
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La Lega, tramite il sottosegretario Durigon, propone di congelare l’aumento dell’età pensionabile da 67 anni, previsto dalla Fornero nel 2027, consentendo invece l’uscita anticipata dai 64 anni.
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Il TFR destinato all’INPS verrebbe trasformato in una rendita mensile integrativa, destinata a colmare il gap tra l’assegno contributivo e la soglia minima necessaria.
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L’obiettivo è alleggerire la spesa pubblica, distribuendo parte del costo sui risparmi individuali (il TFR).
Le critiche della CGIL
La CGIL definisce questa proposta un “ennesimo tamponamento”, privo di una visione strutturale del sistema previdenziale. Il sindacato denuncia il rischio che essa svuoti le risorse destinate ad assicurare un futuro previdenziale sicuro, trasformando il TFR — un salario differito — in una variabile di bilancio.
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La Cgil richiama la necessità di interventi reali sul lavoro: salari dignitosi, contratti stabili e contributi regolari, sottolineando che solo così si può garantire un sistema pensionistico solido per le generazioni future.
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Inoltre, evidenziano l’iniquità delle misure transitorie come “Quota 100” o “Quota 103”, che non hanno affrontato le disuguaglianze né dato sicurezza.
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Dati locali dimostrano che la precarietà incide sulle pensioni: solo il 44,6 % dei dipendenti ha un contratto “standard”. Oggi il 30 % dei pensionati percepisce meno di 1 000 € lordi, con una media intorno a 1 300 € e un gap di genere del 31 % sfavore delle donne.
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In più, le misure retroattive, come il ricalcolo sulle pensioni dei dipendenti pubblici, riducono trattamenti già maturati, configurandosi come inique e potenzialmente incostituzionali.
Obiettivi della CGIL
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Rifiutare scorciatoie e misure tampone: “non possiamo accettare che siano i pensionati a pagare scelte sbagliate del governo”, sostengono.
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Chiedere una riforma organica, con vero confronto tra parti sociali e governo.
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Promuovere una mobilitazione forte per ottenere risposte concrete in vista della prossima Legge di Bilancio.
