Venerdì 15 e sabato 16 maggio parte in tutta Italia la raccolta firme promossa dalla CGIL per sostenere due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate a due temi centrali per la vita delle persone: il diritto alla salute e la tutela del lavoro negli appalti.

Come SPI CGIL Bologna sosteniamo con convinzione questa mobilitazione, perché riguarda direttamente la qualità della vita delle persone anziane, delle pensionate e dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie e di tutte le cittadine e i cittadini che ogni giorno si confrontano con servizi pubblici sotto pressione, liste d’attesa, carenza di personale, esternalizzazioni e condizioni di lavoro sempre più difficili.

La raccolta firme prenderà il via con una grande mobilitazione democratica: sono previste oltre 1.300 assemblee in tutta Italia, con la partecipazione di più di 58.000 persone tra militanti, attivisti, rappresentanti sindacali, RSU, dirigenti, associazioni e reti civiche territoriali.

L’obiettivo è portare al Parlamento due proposte concrete per cambiare le politiche pubbliche su sanità e appalti, rimettendo al centro la Costituzione, il lavoro dignitoso, la sicurezza, la giustizia sociale e il diritto universale alla cura.

Una firma per difendere il Servizio Sanitario Nazionale

La prima proposta di legge riguarda il diritto alla salute e punta a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, rendendo effettivo quanto previsto dalla Costituzione e dalla legge istitutiva del SSN.

Per lo SPI CGIL Bologna questo punto è fondamentale. La sanità pubblica è un presidio essenziale di uguaglianza: quando si indebolisce, a pagare il prezzo più alto sono le persone più fragili, gli anziani, chi convive con patologie croniche, chi ha bisogno di assistenza continuativa e chi non può permettersi di rivolgersi al privato.

La proposta individua alcuni pilastri fondamentali: un finanziamento adeguato del fondo sanitario nazionale, personale sufficiente e valorizzato, superamento dei tetti di spesa, rafforzamento dell’assistenza territoriale, riduzione dei tempi di attesa e pieno riconoscimento del diritto alla cura per le persone non autosufficienti.

Il livello di finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, secondo la proposta, non dovrebbe essere inferiore al 7,5% del PIL. Una misura necessaria per garantire servizi pubblici accessibili, universali e omogenei in tutto il Paese.

Liste d’attesa, territorio e non autosufficienza: priorità per le persone anziane

Tra i punti centrali della proposta c’è il tema dei tempi di attesa, che oggi rappresentano una delle principali criticità per milioni di cittadini. Troppe persone sono costrette a rinviare cure, visite ed esami oppure a rivolgersi al privato, con un aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali.

Per le persone anziane questo problema è ancora più grave. Le cure non possono dipendere dal reddito, dalla zona in cui si vive o dalla possibilità di pagare prestazioni private. Rafforzare la sanità pubblica significa garantire presa in carico, continuità assistenziale, prevenzione e cure tempestive.

Un altro punto decisivo riguarda la non autosufficienza. La proposta sostiene la necessità di politiche pubbliche capaci di garantire assistenza domiciliare, servizi residenziali e semiresidenziali adeguati, copertura pubblica universale e uniforme, sostegno alle famiglie e qualità del lavoro di chi opera nel sistema della cura.

Come SPI CGIL Bologna ribadiamo che la salute delle persone anziane deve essere una priorità nazionale. Non può essere scaricata sulle famiglie, né affidata a soluzioni frammentate o diseguali.

Appalti: dignità, sicurezza e diritti nel lavoro

La seconda proposta di legge riguarda il sistema degli appalti, un ambito in cui troppo spesso si concentrano precarietà, bassi salari, scarsa sicurezza, frammentazione delle responsabilità e peggioramento delle condizioni di lavoro.

La CGIL chiede di introdurre principi più forti di equità, giustizia e sicurezza, per contrastare lo sfruttamento e garantire tutele reali a chi lavora.

Anche questo tema riguarda da vicino la qualità dei servizi pubblici e sociali. Quando il lavoro negli appalti è povero, fragile o poco tutelato, si indeboliscono anche i servizi rivolti alla cittadinanza. Per questo la battaglia per il lavoro dignitoso è inseparabile dalla battaglia per servizi pubblici più forti e più giusti.

Una mobilitazione democratica aperta al Paese

Il segretario confederale CGIL Pino Gesmundo ha definito questa iniziativa “un percorso democratico che risponde a una richiesta di partecipazione attiva nel Paese”.

La raccolta firme si inserisce infatti in una stagione di forte mobilitazione sociale, nella quale tante persone chiedono di poter incidere sulle scelte che riguardano il futuro della sanità, del lavoro, dei diritti e della democrazia.

L’obiettivo è superare ampiamente le 50.000 firme necessarie per la presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare e aprire nel Paese un confronto diffuso sul diritto alla salute e sul diritto a un lavoro sicuro, dignitoso e tutelato.

Sabato 16 maggio, in tutte le città, saranno presenti banchetti dove sarà possibile firmare. Sarà inoltre possibile sostenere la proposta sulla sanità anche online tramite SPID, CIE o CNS, accedendo alla piattaforma dedicata e cercando l’iniziativa “Sosteniamo il Servizio Sanitario Nazionale”.

Come SPI CGIL Bologna invitiamo tutte e tutti a firmare

Firmare significa sostenere una sanità pubblica più forte, vicina alle persone e capace di garantire cure tempestive e accessibili. Significa chiedere più personale, più investimenti, più assistenza territoriale, più attenzione alla non autosufficienza e meno disuguaglianze.

Firmare significa anche dire che il lavoro negli appalti deve essere sicuro, tutelato e rispettato.

Come SPI CGIL Bologna saremo parte di questa mobilitazione perché difendere la sanità pubblica e il lavoro dignitoso significa difendere il futuro di tutte e tutti.

Una firma può sembrare un gesto semplice. Ma quando diventa partecipazione collettiva, può aprire la strada a un Paese più giusto.