Come SPI CGIL Bologna abbiamo scelto di denunciare pubblicamente gli insulti sessisti e gli attacchi offensivi ricevuti sulla nostra pagina Facebook, rivolti alle compagne del Coordinamento Donne, dopo l’iniziativa del 25 novembre in piazza Maggiore. Un episodio grave che non può essere minimizzato come lo sfogo di un singolo individuo, ma che si inserisce in un clima sociale sempre più aggressivo, in cui odio e violenza verbale trovano spazio e legittimazione.

Per questo, martedì 2 dicembre, abbiamo convocato una conferenza stampa insieme all’avvocata Susanna Zaccaria, presidente della Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna, per illustrare la scelta di presentare denuncia alla Procura e per ribadire che non intendiamo abituarci né rassegnarci a episodi del genere. Difendere il rispetto, la dignità e il ruolo politico delle donne nello spazio pubblico è una responsabilità collettiva, soprattutto in un Paese dove la violenza di genere continua a manifestarsi in molteplici forme – anche attraverso i social.

Zaccaria ha sottolineato che ciò che è avvenuto non rappresenta soltanto un’offesa gratuita, ma un atteggiamento che alimenta la cultura della violenza. Gli insulti rivolti alle nostre compagne – per età, corpo, ruolo sindacale – sono segnali di un problema profondo: “Non è accettabile che iniziative pubbliche contro la violenza sulle donne vengano colpite con dileggio e offese così dirette. Questo dice molto sullo stato reale della nostra società”, ha dichiarato.

Abbiamo scelto di reagire immediatamente perché questi attacchi non colpiscono soltanto le persone coinvolte, ma tentano di delegittimare il nostro impegno politico e sociale. Come ha spiegato la nostra segretaria generale Antonella Raspadori, la decisione di denunciare è nata in un’assemblea pubblica già il 28 novembre, proprio per riaffermare che non c’è più spazio per la tolleranza di un clima d’odio che attraversa il Paese e che colpisce soprattutto le donne. L’impunità percepita da chi utilizza i social come strumento di aggressione non può essere lasciata senza risposta.

La conferenza stampa ha evidenziato anche l’importanza del lavoro di rete che stiamo portando avanti, insieme alle realtà che da anni si impegnano contro la violenza di genere. La presenza e il supporto della Casa delle Donne di Bologna non solo rafforzano il nostro percorso, ma dimostrano che la difesa della dignità e del rispetto è una battaglia condivisa e necessaria.

Un sostegno significativo è arrivato anche dalle istituzioni. Gessica Allegni, Assessora regionale alle Pari Opportunità, ha espresso la propria solidarietà e ha ribadito come insulti sessisti e misoginia non possano essere considerati semplici opinioni: rappresentano comportamenti che alimentano una cultura violenta e pericolosa. L’assessora ha riconosciuto il valore della nostra denuncia e ha confermato l’impegno della Regione nel promuovere il rispetto, l’uguaglianza e la parità come fondamenti della convivenza democratica.

Come SPI CGIL Bologna continueremo a lavorare con determinazione su questo fronte: perché nessuno possa sentirsi legittimato a usare l’odio come strumento di intimidazione, e perché nessuna compagna debba affrontare la violenza – online o offline – da sola. La nostra risposta sarà sempre collettiva, ferma e visibile. Andiamo avanti, insieme, al lavoro e alla lotta.